ÿþ<hr /> <p style="TEXT-ALIGN: center">&nbsp;<span style="font-size: medium;"><strong><em><span style="text-decoration: underline;"><span style="background-color: #c0c0c0;"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;">IL CASTELLO - COLLEGIATA S. MARIA MADDALENA&nbsp;</span></span></span></span></em></strong></span></p> <p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: courier new,courier;"><span style="color: #ff0000;"><span style="background-color: #c0c0c0;"><strong><em><span style="background-color: #ffffff;">&nbsp;<img src="http://images.serviziadv.it/00037/morano_1.jpg" alt="" width="215" height="141" />&nbsp;<img src="http://images.serviziadv.it/00037/morano_2.jpg" alt="" width="213" height="140" />&nbsp;<img src="http://images.serviziadv.it/00037/morano_4.jpg" alt="" width="156" height="141" />&nbsp;<img src="http://images.serviziadv.it/00037/morano_5.jpg" alt="" width="183" height="142" /></span></em></strong></span></span></span></span></p> <h1 style="TEXT-ALIGN: left"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: courier new,courier;"><em><span style="color: #ff0000;">Morano &egrave; un paese d'antichissima origine, fondata dai primi Gentili, distrutta e riedificata ai tempi del paganesimo. Ad epoca romana risalgono i toponimi di Muranum e di Summuranum, da cui deriva l'attuale denominazione del paese.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &Egrave; ricordato per la prima volta col nome di "Muranum" in un'antica pietra miliare del II secolo a.C. (132 a.C.) reperita a Polla, nel Vallo di Diano.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Nel lapis Pollae, Muranum risulta stazione della Regio-Capuam, antica via consolare romana, comunemente conosciuta come Popilia-Annia.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Successivamente, nel cosiddetto Itinerario di Antonino (II sec. d. C.) e nella Tabula Peutingeriana (III sec. d. C.), appare con il nome di Summuranum. All'epoca Romana risalgono i resti di un antico fortilizio, sui quali, in et&agrave; normanno-sveva (1100-1200), sorse in cima al colle su cui si erge Morano, il nucleo originario del Castello. Nell'et&agrave; medievale Morano fu feudo di Apollonio Morano, dei Fasanella ed Antonello Fuscaldo, il Castello appartenne nel XIV secolo ai Sanseverino di Bisignano feudatari di Morano, i quali lo ampliarono tra il 1515 e il 1545; nel 1614 veniva quindi alienato agli Spinelli principi di Scalea , proprietari fino al 1806. L'appellativo di Calabro venne aggiunto con un decreto di Vittorio Emanuele II del giugno 1863, per distinguerlo da Morano sul Po. Nel 2003 Morano riceve la "Bandiera Arancione" del Touring Club Italiano, sempre nello stesso anno entra a far parte dei "Borghi pi&ugrave; belli d'Italia".</span></em></span></span></h1> <h1 style="TEXT-ALIGN: left"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: courier new,courier;"><em></em></span></span><span style="font-size: small;"><span style="font-family: courier new,courier;"><em><span style="color: #ff0000;">Adagiato su un'altura che domina la sottostante valle del Coscile, sorge in un'area probabilmente utilizzata fin da tempi remoti. In epoca romana sul luogo sorgevano probabilmente torri di avvistamento. Il castello risale nell'impianto originario al periodo normanno, ma fu poi rimaneggiato nel XVI secolo, per ordine del principe Antonio Sanseverino. Di pianta rettangolare, con grosse torri cilindriche e un fossato che lo circondava per intero, venne quasi completamente distrutto nel 1733. L'imponente torrione e i resti delle mura, sostanzialmente ben conservati, testimoniano ancora oggi l'importanza strategica della localita'.</span></em></span></span></h1> <h1 style="TEXT-ALIGN: left"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: courier new,courier;"><em></em></span></span><span style="FONT-WEIGHT: normal; COLOR: black; FONT-FAMILY: Tahoma"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: courier new,courier;"><em><strong>La chiesa che si trova nella piazza principale, rappresenta il polo d'attrazione su cui orbit&ograve; lo sviluppo del paese a partire dal XVI secolo, caratterizzata dalla cupola e dal campanile maiolicati giallo-bl&ugrave;. La Collegiata di S. Maria Maddalena, venne edificata probabilmente in epoca medievale sui resti di un'antica cappella sub-urbana, in origine fuori le mura, sita in un bosco d'olmi tra due corsi d'acqua. Ampliata e restaurata nel corso dei secoli XVI e XVIII, in particolare i rifacimenti settecenteschi, che sono poi quelli che conferiscono alla chiesa l'attuale aspetto tardo-barocco, si protrassero anche a ridosso del secolo XIX. Del 1600 sono i quattro dipinti dell'abside, raffiguranti Episodi della vita di S. M. Maddalena, che costituivano le ante di un antico organo. Le tele spettano a Pedro Torres pittore di cultura fiammingheggiante, autore a Morano delle pale degli altari maggiori delle chiese del Carmine (1594), di S. Nicola (1598) e di S. Pietro (1602), nonch&eacute; di un&nbsp;&nbsp;&nbsp; S. Diego coi suoi miracoli (1600) proveniente dalla chiesa di S. Bernardino , ritenuto disperso fino a poco tempo fa. Una statua raffigurante la Maddalena &egrave; quella collocata al centro della parete presbiteriale, opera attribuita a Michelangelo Naccherino (Firenze 1550 - Napoli 1622) in origine parte integrante di un altare ligneo intagliato e dorato andato disperso. Nell'ampia sacrestia spicca infatti il polittico di Bartolomeo Vivarini (Murano, 1430 ca. - Venezia, post 1491) opera datata 1477 e qui collocata solo temporaneamente, in attesa di riportarla nella chiesa di S. Bernardino.</strong></em></span></span></span></span><span style="COLOR: black; FONT-FAMILY: Tahoma"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: courier new,courier;"><em>Il Polittico di Bartolomeo Vivarini &egrave; una pala d'altare, con finissimi intagli gotico &ndash; veneziani.</em></span></span></span></span><span style="FONT-WEIGHT: normal; COLOR: black; FONT-FAMILY: Tahoma"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: courier new,courier;"><em><strong>Nello scomparto centrale &egrave; raffigurata la Madonna&nbsp; col Bambino; in alto il Cristo Passo; </strong></em></span></span></span></span><span style="FONT-WEIGHT: normal; COLOR: black; FONT-FAMILY: Tahoma"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: courier new,courier;"><em><strong>ai due lati nei registri centrali i quattro santi protettori&nbsp; dell'Ordine&nbsp;Francescano: S. Francesco d'Assisi e S. Bernardino da Siena.</strong></em></span></span></span></span></h1> <h1 style="TEXT-ALIGN: left"><span style="background-color: #c0c0c0;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="color: #0000ff;"><em>Morano&nbsp;Calabro&nbsp;Informazioni</em>&nbsp; Tel. 0981.31021&nbsp;&nbsp; Da Civita dista Km 17.</span></span></span></span></h1> <hr />