ÿþ<p style="TEXT-ALIGN: left">&nbsp;</p> <hr /> <p style="TEXT-ALIGN: center">&nbsp;<span style="font-size: medium;"><strong><em><span style="text-decoration: underline;"><span style="background-color: #c0c0c0;"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;">SANTUARIO DELLA MADONNA DI COSTANTINOPOLI </span></span></span></span></em></strong></span></p> <p style="TEXT-ALIGN: left"><span style="font-size: medium;"><strong><em><span style="text-decoration: underline;"><span style="background-color: #c0c0c0;"></span></span></em></strong></span>&nbsp;<span style="background-color: #ffffff;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: courier new,courier;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">&nbsp;<img src="http://images.serviziadv.it/00037/Papasidero_santuario_1.jpg" alt="" width="298" height="201" />&nbsp;<img src="http://images.serviziadv.it/00037/Papasidero_santuario_2.jpg" alt="" width="176" height="202" />&nbsp;<img src="http://images.serviziadv.it/00037/Papasidero_santuario_5.jpg" alt="" width="289" height="205" /></span></em></strong></span></span></span></p> <p style="TEXT-ALIGN: left"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: courier new,courier;"><em><strong><span style="color: #ff0000;">Il Santuario della Madonna di Costantinopoli risale al&nbsp; XVII secolo ed &egrave; ubicato&nbsp; sulla riva destra del fiume Lao, nei pressi di Papasidero, in uno scenario naturale di particolare suggestione e bellezza.Ha pianta a T con tre navate e tre campate scandite da archi a tutto sesto poggianti su pilastri quadrati. Tre finestroni tribolati per parte si susseguono sui due lati pi&ugrave; lunghi; a destra dell&rsquo;edificio svetta un tozzo campanile a base quadrata e cuspide a piramide, dietro il quale resistono schegge di un antico affresco di modeste dimensioni.La chiesa si raggiunge attraversando un ponte fatto costruire da Nicola Dario&nbsp; nel 1904 sopra la campata ancora visibile di quello medievale anticamente denominato della Rognosa.L'antico nome del ponte&nbsp; porta ad ipotizzare la preesistenza nell'area dove ora sorge il Santuario, di una spoglia chiesetta tardomedioevale di cui &egrave; riprodotto l&rsquo;impianto nell&rsquo;affresco della Vergine omonima custodito nella cappella di S. Sofia, dove compare un edificio a navata unica e campaniletto a vela, che, durante l'epidemia del 1656 che dimezz&ograve; gli abitanti del paese, venne&nbsp; utilizzata come lazzaretto, grazie alla sua ubicazione fuori dal perimetro urbano.&nbsp; Il termine Rognosa, infatti, pu&ograve; essere benissimo associato alla pestilenza che afflisse l'abitato. La calamit&agrave; del 1656 indusse, inoltre, i papasideresi a conferire alla Vergine di Costantinopoli, mediante un&rsquo;assemblea popolare svoltasi il 26 maggio 1665, il patronato cittadino al posto di San Rocco, a cui fu conferito&nbsp; il titolo di conpatrono.&nbsp; Fu in conseguenza dell&rsquo;elevazione della Madonna a patrona di Papasidero che il primitivo edificio venne ampliato. Dal 1679 si istitu&igrave; la festivit&agrave; di precetto nel primo marted&igrave; dopo Pentecoste e venne attuato un primo ingrandimento della fabbrica con una notevole elevazione del piano di navata rispetto al letto del fiume, cui seguirono, a definizione della odierna fisionomia con impianto a tre navate, altri rimaneggiamenti sul declinare del Settecento e nella prima parte dell&rsquo;Ottocento.Nell&rsquo;interno si conserva un affresco di circa mt. 2x3 sulla parete rocciosa di fronte all'altare&nbsp; che Biagio Cappelli, in un saggio del 1936, assegn&ograve; erroneamente al XIV secolo, mentre oggi si pu&ograve; senz&rsquo;altro affermare, a seguito dei restauri operati dopo il terremoto del 1981, che va datato alla seconda met&agrave; del XVII secolo.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></strong></em></span></span><span style="font-size: small;"><span style="font-family: courier new,courier;"><em><strong><span style="color: #ff0000;">Nell'esecuzione dell'Opera si possono riconoscere tre fasi:&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La prima fase ha visto l&rsquo;esecuzione della Vergine in trono col Bambino sul ginocchio sinistro e l&rsquo;Arcangelo Michele&nbsp; vestito di corazza nell' atto di trafiggere con la lancia il diavolo emergente dalle fiamme ( queste due ultime figure sono emerse con i restauri del 1983).&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La seconda fase, di poco posteriore o forse contemporanea alla precedente, ma opera di altra mano, probabilmente di aiutante poco esperto, comprende il Vescovo genuflesso a destra della Vergine.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il terzo momento, relativo a due angeli portacorona sovrastanti un grande arco ogivale coevo alla prima fase e racchiudente tutto il gruppo, &egrave; di fattura ottocentesca.</span></strong></em></span></span></p> <p style="TEXT-ALIGN: left">&nbsp;<span style="background-color: #c0c0c0;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><em><span style="color: #0000ff;"> Papasidero Informazioni&nbsp; Tel. 0981.83107 Dista da Civita Km 50.</span></em></span></span></span></p> <hr />